Vittorio De Sica: Lo sguardo del grande cinema italiano

Bellissimo spaccato del grande cinema !

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Un maestro, un mito, un padre del grande cinema italiano. Attore per necessità, regista per vocazione, Vittorio De Sica dopo il successo avuto con il cinema dei telefoni bianchi, si trova alla fine della guerra a fare i conti con una nuova realtà: la realtà del secondo dopoguerra italiano.

È una realtà che si offre allo sguardo del cinema, senza veli, senza sconti, senza falsi pudori. Proprio per questo, diventa necessario saperla cogliere, rivoluzionare lo sguardo, spogliarlo da qualunque cliché, renderlo parte del tutto. Le scenografie naturali, delle strade devastate dalle bombe, sono una realtà ingombrante, ma cosi palpitante da non potersi ignorare. Nessun altro set, se non quelle strade stesse, avrebbe potuto ispirare e far raccontare quell’esistenza in modo più poetico.

Questa, fu la geniale intuizione di registi quali : Rossellini, De Sica, Visconti, che videro oltre quell’istanza, il ricongiungersi dei corpi alle proprie anime, tre anime diverse ma…

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Non è vederti, non è sentirti ma tra sussurri respirarti

Bello e poetico

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di Marilena Dattis

Il 4 luglio 2014 ci lasciava Giorgio Faletti, scrittore, attore, cantante, paroliere, pittore. Un artista poliedrico e talentuoso. Ma chi era Giorgio Faletti? Quante anime si nascondevano dietro quei suoi imperscrutabili occhi azzurri?

Sono un giocatore. Non sono mai immobile. Non mi ripeto.Investigo, corro, rischio, sperimento. Vorrei che la gentesapesse che in tutti questi anni non mi sono mai fermato. Continuo a cercare strade nuove.

Tre atti e due tempi. Giorgio Faletti, 2011

Una laurea in giurisprudenza, le prime esperienze artistiche al “Derby” di Milano e poi l’esordio in televisione nel 1985 con “Drive in” dove conquista il pubblico con una esilarante carrellata di personaggi dallo stralunato “Carlino” con il suo “giumbotto” a “Suor Daliso” all’indimenticabile “Vito Catuozzo“.

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Ma il successo è un animale strano,si fa raggiungere lo afferri e poi scappa.

Così ricorda il suo amico Massimo Cotto

Dopo…

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